MANGA

"Ojamajo Doremė Sharp" č una serie animata ispirata dal famoso manga in tre volumi scritti da Izumi Todou e disegnati da shizue Takanashi; il manga, in Giappone, ha riscosso un successo enorme, tanto che, appena terminata la sua pubblicazione (della durata di tre volumi), la Takanashi si trova costretta a disegnare altri episodi che andranno ad ispirare i produttori dell'anime per la produzione della terza serie. Qui in Italia, il manga č sbarcato ben due volte, sempre grazie alla casa editrice PlayPress: la prima nel 2003 verso marzo. La seconda, invece, č una ristampa deluxe, che rispettō sempre il formato originale di tre volumi e venne pubblicata verso la metā del 2004. Qui di seguito trovate le copertine dei tre volumi italiani pubblicati nel 2003:



"Ojamajo Doremė Sharp" si sviluppa in maniera completamente diversa dal manga. Una cosa in comune sono i costumi delle maghette, che ottengono a partire dalla fine del secondo volume. In effetti, le somiglianze terminano qui. Ci sono diverse divergenze tra il manga e l'anime che vi elenco qui:

- il negozio non diventa un negozio di fiori ma rimane sempre un negozio che vende talismani magici
- Doremė, Aiko, Hazuki ricevono i nuovi medaglioni non perché hanno trovato Hana che sbocciava da una rosa, ma perché hanno reso felice una bambina dell'asilo delle streghe che non sorrideva mai
- Onpu non riceve il nuovo medaglione assieme alle altre
- le apprendiste, nonostante i nuovi costumi, sostengono regolarmente gli esami di apprendistato
- Onpu perde i suoi poteri per salvare Doremė, che era stata scoperta in veste di apprendista da alcuni suoi compagni
- Doremė e le sue amiche non devono proteggere Hana (poiché nel manga non compare), ma Dino e devono sostenerlo nella sua crescita
- Alexander si dimostra un mago molto malvagio, ma non compare mai dentro ad un computer; inoltre, non č un fan di Onpu
- Doremė, Aiko e Hazuki diventano Giro di Do per difendere Dino da Alexander
- Onpu recupera i suoi poteri, diventando anch'essa Giro di Do, grazie al desiderio espresso a Dino (divenuto angelo) da Doremė